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Introduzione

AMIGA=MAGIA, questo il motto dell'italiana Cloanto, produttrice di un CD che permette di avere sul proprio PC tutta la magia della storia di Amiga.

Amiga, per molti utenti di PC, è sicuramente un nome familiare, un bel ricordo o, per alcuni, un'alternativa di libertà da difendere con i denti a tutt'oggi.
Dalla sua nascita all'inizio degli anni ottanta e sino al declino, cominciato con il fallimento di Commodore nel 1994, Amiga è stato di tutto: computer da lavoro in studi grafici e televisivi, sistema per la famiglia ed anche console per videogiochi. Chi non ricorda gli "angoli del computer" ricavati vicino alla TV, con montagne di dischetti blu, due drive ed un bel joystick nero e rosso?
Ora che Amiga è una realtà di nicchia e la maggior parte degli utilizzatori è dovuta passare – non sappiamo con quanta soddisfazione – a PC o Mac, qualcuno ha pensato di condensare in un solo CD un po’ della magia di quegli anni, per permettere a chi ha vissuto un'epoca tutto sommato pioneristica di fare un salto indietro nel tempo e agli altri di scoprire un mondo che ha molto da offrire, ancora oggi.

Contenuto del CD

Prendendo spunto dal mondo Linux potremmo definire Amiga Forever come una "distribuzione di software per installare ed usare Amiga sul proprio computer". In effetti il CD prodotto da Cloanto, una delle software house storiche del mercato Amiga, è una raccolta di materiale inerente Amiga: sistema operativo, programmi, documentazione ed altro. Il cuore del prodotto è UAE, l'emulatore Amiga nato nel mondo dell'"Open Source" e che da "Unusable Amiga Emulator", come veniva definito dagli stessi autori all'epoca del rilascio, ha ormai raggiunto un buon grado di stabilità e compatibilità. Assieme ad UAE sono forniti tutti i componenti necessari ad utilizzare applicazioni Amiga, ossia le ROM del kickstart, il cuore del sistema operativo Amiga, e il Workbench, l'ambiente di lavoro vero e proprio. Si tratta di materiali tuttora sotto copyright, che Cloanto ha ottenuto in licenza da Amiga Inc, la società che oggi possiede marchio e brevetti della storica tecnologia.


Immagine Il menù di Amiga Forever permette di accedere a tutte le componenti del pacchetto e di lanciare subito l'emulatore.

Poiché UAE è in grado di emulare diversi modelli Amiga, dai vecchi A500 ai più recenti (si fa per dire) sistemi AGA usciti agli inizi degli anni ‘90, il CD include numerose revisioni del software di sistema (dalla storica 1.0 alla 3.1, l'ultima prodotta da Commodore), rappresentando quindi anche una chicca per i collezionisti.
Ma non è tutto. Sul CD è anche presente Amiga Explorer, un programma utilizzabile da chi possiede ancora un vero Amiga, anche un modello vecchio, per scambiare dati con esso direttamente dal desktop di Windows. Amiga Explorer, venduto anche separatamente, supporta collegamenti seriali ed Ethernet e la sua installazione sull'Amiga è facilitata in ogni modo dalla completa e dettagliata documentazione a corredo del pacchetto.
Completano i contenuti apparenti del CD (perché, come vedremo in seguito, ci sono altre sorprese) alcuni filmati commemorativi di Jay Miner, il compianto progettista di Amiga e una versione MPEG di "The Deathbed Vigil", filmato cult per gli "Amighisti", in cui Dave Haynie, uno degli ingegneri Commodore più quotati, mostra il quartier generale dell'azienda alla vigilia della sua chiusura e svela non pochi retroscena circa il fallimento del colosso di West Chester.

Primo contatto

Amiga Forever si presenta in un sobrio CD su cui figura la bella immagine di un fiore che spunta da un terreno totalmente arido. Nella custodia del CD non si trova alcuna informazione se non il numero seriale, necessario per l'eventuale installazione del pacchetto su disco rigido.


Immagine Amiga Explorer consente di accedere dal desktop di Windows alle unità montate su un vero Amiga e creare "al volo" file ADF.

Il materiale presente può essere utilizzato anche direttamente dal CD. Se Windows è impostato opportunamente, dopo l'inserimento del CD nel CD-ROM, apparirà un semplice menù da cui scegliere fra le diverse opzioni disponibili. Già da qui risulta evidente quella che a nostro giudizio è la maggiore pecca del prodotto, ossia l'utilizzo della sola lingua inglese, e questo nonostante Cloanto sia un'azienda italiana e provenga da un mercato, quello Amiga, ove la traduzione dei prodotti è un fatto scontato, grazie anche alle caratteristiche dei sistemi operativi più "recenti".
Il menù di Amiga Forever consente di accedere rapidamente a tutte le componenti del prodotto: è possibile avviare l'emulazione Amiga in varie modalità (sistema operativo 1.3 per i giochi e 3.1 per l'utilizzo produttivo), personalizzare le configurazioni disponibili, lanciare l'emulatore alternativo Fellow (un programma che opera sotto DOS e risulta leggermente più veloce di UAE in ambito ludico), visualizzare la ricca documentazione, visionare i vari filmati presenti sul CD o, infine, copiare su un floppy (formato DOS) le componenti Amiga necessarie all'utilizzo di Amiga Explorer.

Un assaggio di Amiga

Per entrare subito nel mondo Amiga è sufficiente inserire il CD e selezionare la voce "Amiga OS 1.3" oppure, per gli utenti dotati di un processore da almeno 300 MHz, "Amiga OS 1.3+" che attiva anche l'emulazione del sonoro. In pochi attimi il desktop di Windows scomparirà per lasciare spazio al famoso boot dell'Amiga. Dopo qualche secondo di attesa un Amiga 500, con il suo Workbench a tinte nere e arancio, farà bella mostra di sé sullo schermo.
Il primo impatto potrebbe non essere dei migliori: se il modo video a pieno schermo preimpostato in UAE non è fra quelli noti al monitor potrebbe rendersi necessario effettuare qualche aggiustamento tramite le funzionalità OSD del monitor stesso. In questo senso è meglio procedere subito, senza farsi tentare dalle numerose opzioni di visualizzazione di WinUAE che, pur utili, andrebbero solo a complicare i primi passi. Meglio regolare il monitor per visualizzare correttamente lo schermo preconfigurato e poi, solo quando ci si sarà impratichiti, mettere mano alle impostazioni più avanzate.
Il Workbench di AmigaOS 1.3 è sicuramente grezzo, non solo rispetto alle versioni successive, ma soprattutto se confrontato con il familiare desktop di Windows. Si riconoscono comunque le icone per accedere ai vari volumi e/o partizioni dei dischi rigidi montati sul PC, al volume Workbench, ecc. Il tozzo puntatore del mouse consente di aprire cassetti (l'equivalente Amiga delle cartelle di Windows), eseguire programmi, e accedere ai menù (con il tasto destro). Una volta impratichiti con l'ambiente è il momento di premere F12 e... magia: una familiare finestra di Windows si sovvraporrà allo schermo Amiga e ci consentirà di effettuare alcune operazioni base, come configurare l'emulazione Jostick e mouse, "resettare" l'emulazione, ovvero far riavviare l'Amiga, o inserire ed estrarre floppy disk dai drive virtuali emulati.


Immagine Un A500 nel PC! Nella finestra dell'emulatore è visibile uno dei giochi Amiga più belli. Accanto, le impostazioni floppy. Notare i quattro floppy virtuali contenenti gli ADF del gioco. In alto a destra sul desktop, l'icona di Amiga Explorer.

L'Amiga ha infatti visto la luce in un'epoca in cui i floppy erano la norma, i dischi rigidi una rara comodità ed i CD una visione quasi futurististica. Per questa ragione la maggior parte del software esistente, soprattutto in ambito ludico, è stata distribuita su floppy. Purtroppo uno dei maggiori inconvenienti che si trova a fronteggiare chi emula Amiga sul PC è l'incompatibilità fra i floppy Amiga ed i drive PC, incapaci di leggere dischi i cui dati sono scritti nel formato adottato da AmigaOS, che gli consente di memorizzare 880 KB su un disco a doppia densità e 1,76 MB su uno ad alta densità. Per risolvere il problema sono state adottate varie soluzioni, la più diffusa delle quali consiste nell'utilizzo di file ADF (Amiga Disk Format), contenenti l'immagine di un floppy Amiga. All'interno dei file i dati sono organizzati esattamente come se si trovassero sul supporto reale e possono così essere letti sia dall'emulatore (e quindi da AmigaOS, convinto di accedere a veri floppy), sia dalle numerose utilità di gestione ADF a oggi esistenti.
Un file ADF può essere "montato" come un floppy reale nel contesto dell'emulatore attivando la finestra di controllo con il tasto F12, andando alla voce "floppies" (sic) e selezionandolo tramite il pulsante vicino al nome del drive nel quale lo si vuole inserire. L'Amiga reale supporta quattro disk drive, e così quello emulato. Per provare un ADF, magari un gioco appena scaricato dalla Rete, è sufficiente "inserirlo" nel drive denominato "df0" e riavviare l'Amiga, tramite il pulsante apposito nella sezione "misc" oppure tornando all'emulazione (basta chiudere la finestra) e premendo la "mitica" combinazione di tasti Control+Amiga+Amiga, con i tasti Amiga qui sostituiti dai due tasti marchiati "Windows". Attenzione perché questa sequenza funziona correttamente solo nella modalità a pieno schermo. Usando UAE in finestra, scelta consigliata soltanto ai possessori di sistemi veloci oppure per utilizzi diversi da quello ludico, la pressione dei tasti Windows comporterà anche la visualizzazione del menù di avvio di Windows.

Amiga... sul serio

Per molti Amiga è stato o è tuttora sinonimo di programmazione, disegno, musica e, perché no, collegamento ad Internet e utilizzo di un ambiente integrato che, per alcuni aspetti, nulla ha da invidiare a quanto offerto dai programmi per PC. Amiga Forever, come detto, consente di emulare diversi Amiga, sia a livello hardware sia grazie all'utilizzo delle diverse versioni del sistema operativo, e il tutto sulla base di una forte integrazione con il computer ospitante. Ma per fare sul serio dobbiamo prima installare il pacchetto sul disco rigido: finché si tratta di lanciare vecchi giochi non è necessario preoccuparsi di poter memorizzare configurazioni (sia di UAE sia dell'ambiente emulato), ma per un utilizzo più impegnativo le cose cambiano.
L'installazione di Amiga Forever è molto semplice, e avviene tramite il consueto installer di Windows. L'unico momento veramente impegnativo è l'inserimento del codice seriale, una sequenza di numeri tanto lunga da superare persino quelle delle ricariche dei cellulari! Durante l'installazione, fra le altre cose, si può scegliere se installare o meno Amiga Explorer, il già il citato programma di interconnessione utile soltanto a chi dispone di un Amiga reale e lo vuole utilizzare per convertire i vecchi floppy in formato ADF. Al termine della procedura, il menù di avvio conterrà una voce denominata "Cloanto" da cui si potrà selezionare "Amiga Forever" e da lì "Launcher", che farà riapparire il comodo programma di avvio già incontrato all'inserimento del CD.
Ora che Amiga Forever risiede sul disco rigido è possibile avventurarsi in un Amiga più moderno. Basterà selezionare "Amiga OS 3.x" (o la versione "+" con l'emulazione audio attiva) e attendere pochi secondi. Le cose questa volta sono nettamente diverse: uno schermo 800x600 accoglie l'utente in un desktop elegante, dotato di icone colorate e di una ricca barra degli strumenti. Questo è Amiga OS 3.1, o meglio uno degli aspetti che può assumere un Amiga moderno.
L'ambiente che appare, pur se meno grezzo di quello visitato in precedenza, probabilmente sembrerà ancora un po’ ostile ai più. Vale dunque la pena esplorarlo un po’. Identificato il puntatore del mouse, di dimensioni alquanto ridotte, si può iniziare con un clic sull'immagine del foglio all'inizio della barra strumenti (che, per inciso, è ottenuta con ToolManager, un componente esterno ad AmigaOS). Sarà visualizzato un corposo testo che riassume le caratteristiche principali dell'ambiente emulato, nonché le corrispondenze fra tasti Amiga e tastiera del PC. Anche qui, peccato per l'utilizzo della sola lingua inglese. A lettura completata, il tasto ESC o il pulsante di chiusura, che nell'interfaccia Amiga si trova a sinistra delle finestre e non a destra, chiuderà il visualizzatore di testi.


Immagine Se la velocità di emulazione non soddisfa, consultare prima di tutto la guida in linea (in inglese), e in particolare la sezione audio.

Proprio il problema della lingua permette di iniziare a mettere alla prova sul serio Amiga. Si vuole un ambiente di lavoro in italiano? Niente di più facile, basterà aprire il volume "System", la cartella "Prefs" ed eseguire, sempre con un doppio clic, il programma "Locale". Pochi secondi e un planisfero attorniato da liste comparirà sul video. Un clic sull'Italia per impostare il fuso orario, uno su "Clear Languages" per azzerare le impostazioni predefinite, uno su "Italiano" dal menù "Available Languages" e il gioco è fatto. Ancora un clic su "Save" ("Use" memorizza le modifiche solo per la sessione corrente) e di colpo tutti i programmi di sistema, a partire dal Workbench, avranno testi in italiano. Per verificarlo basta portare il mouse sulla barra bianca in cima allo schermo e premere il tasto destro per visualizzare i diversi menù disponibili. Questo è Amiga, niente riavvii ad ogni dettaglio modificato, niente problemi. Grafica e interfacce forse meno colorate delle attuali ma efficienza da vendere.
Riguadagnata l'identità nazionale dell'ambiente di lavoro, si può continuare l'esplorazione di Amiga, passando ai due volumi "System" e "Work". Se il primo contiene utilità varie e i file di sistema (l'equivalente Amiga della cartella "Windows", solo con una struttura meno caotica), è "Work" che riserva le maggiori sorprese. All'interno del cassetto "Software" trovano infatti posto diverse applicazioni commerciali che gli sviluppatori Amiga attuali hanno voluto regalare agli acquirenti di Amiga Forever. Fra gli altri meritano sicuramente una citazione Personal Paint, l'ottimo programma di grafica 2D della stessa Cloanto, e Directory Opus 5, uno dei file manager/desktop alternativi più famosi ed apprezzati, tanto da essere in procinto di sbarcare su Windows in versione nativa.

Emulazione... ed integrazione

Abbiamo parlato di volumi Amiga. In realtà, in questa prima navigazione, ci si sta muovendo attraverso semplici cartelle del PC che UAE fa apparire ad Amiga OS (e quindi anche a tutti i programmi Amiga) come veri e propri dischi rigidi a sé stanti. In effetti molte altre caratteristiche dell'ambiente emulato sono diverse da come

Immagine Ed eccolo, un Amiga moderno sul desktop del PC. Nell'immagine, le configurazioni inerenti la lingua. Pochi clic perché l'ambiente di lavoro e i programmi Amiga parlino italiano.

appaiono. La grafica, innanzi tutto: l'Amiga originale non supportava la risoluzione ed il numero di colori utilizzati in questa configurazione. Amiga OS si sta infatti servendo, inconsapevolmente, della scheda video montata sul PC e pilotata tramite il software Picasso96, usato anche sugli Amiga reali per gestire le schede video uscite negli anni per superare i limiti del chipset originale.
E non finisce qui: UAE può utilizzare l'ingresso MIDI della scheda audio PC per fornire tale funzionalità all'Amiga, e consentire quindi l'utilizzo di sequencer quali il famoso Bar'n'Pipes, anch'esso oggi disponibile gratuitamente in rete.
Ma la caratteristica che maggiormente ha fatto parlare di sé è la possibilità, da parte dei programmi Amiga che operano in emulazione, di condividere l'accesso Internet del PC. Il trucco è presto spiegato: su Amiga i programmi che come Accesso Remoto consentono di collegarsi ad Internet (Miami, AmiTCP, ecc.), mettono a disposizione dei client una libreria di funzioni utilizzabile per gestire la Rete. UAE fa altrettanto, creando una libreria fittizia che fa direttamente riferimento alle funzionalità di Accesso Remoto. E' quindi possibile, ad esempio, navigare con Explorer mentre si "chatta" con AmIRC, un client IRC da molti considerato il migliore esistente.
La strada intrapresa da UAE è insomma l'integrazione con il sistema ospitante e l'utilizzo delle relative risorse. Non sorprende quindi sapere che fra i progetti futuri vi è un driver audio che, analogamente a quanto accade con le schede video, permetterà di sfruttare da Amiga anche la potenza delle moderne schede audio PC.

Conclusioni

Amiga Forever 4.0 si è rivelato un buon prodotto. Sebbene la maggior parte delle sue componenti sia reperibile per altre vie (attenzione però a non cadere nell'illegalità, visto che Amiga OS è tuttora sotto copyright), disporre di tutto il materiale necessario all'emulazione su un CD è sicuramente una comodità, soprattutto per quegli utenti non troppo pratici di Amiga.
Per quanto riguarda le prestazioni dell'emulazione è necessario fare un distinguo: se un PC di media potenza (attorno ai 500 MHz) può far funzionare abbastanza bene i giochi dell'A500 (emulare tutto l'hardware custom di Amiga è faticoso...), anche disponendo di macchine più potenti non si potranno raggiungere le prestazioni di un Amiga moderno, dotato di 68060 o PowerPC, in ambito produttivo. Ciò dipende da un limite della struttura interna di UAE. Le cose potrebbero cambiare quando verrà rilasciato WinUAE JIT, una versione di UAE in grado di "tradurre al volo" i programmi per farli funzionare in maniera nativa sui processori Intel.

Scheda prodotto

Alla data della più recente revisione di questo sito (maggio 2019), Amiga Forever è giunto alla versione 9 e offre molte novità interessanti per gli appassionati di emulazione Amiga su PC. WinUAE è diventato più stabile e maggiormente integrato con il sistema ospite, inoltre è in grado di emulare un PPC e far girare anche AmigaOS4 (non incluso nel pacchetto di Amiga Forever).